La raccolta differenziata porta a porta di Gea arriva anche a Fosciandora
Gea Srl: “L’efficacia della raccolta a domicilio si sta affermando rapidamente”. Fra ottobre e novembre l’estensione ad altri comuni della Garfagnana
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Benvenuti a Fosciandora
Fosciandora è un piccolo comune di circa 554 abitanti della provincia di Lucca, arroccato sull’Appennino tosco-emiliano tra i 390 metri del capoluogo e le montagne che separano la Garfagnana dalla Lucchesia. Otto frazioni, ognuna con la propria chiesa e il proprio borgo in pietra, punteggiano un territorio di castagneti secolari e panorami sulle Alpi Apuane.
Per secoli conteso tra Lucca, Firenze e il Ducato di Modena, Fosciandora conserva ancora oggi il fascino di un piccolo mondo di confine: la Rocca medievale di Ceserana, il borgo della castagna di Lupinaia e il santuario di Migliano raccontano una storia fatta di frontiere che cambiavano, ma di comunità che restavano.
Attualità
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Leggi →Cenni storici
Il territorio di Fosciandora fu annesso alla Repubblica di Lucca già nel XIII secolo. Con l’arrivo della famiglia Este al governo della Garfagnana, a partire dal 1429, il comune fu diviso: i centri di Treppignana, Riana e Lupinaia rimasero sotto la giurisdizione di Lucca, mentre le altre frazioni passarono sotto l’influenza fiorentina e poi sotto il Ducato di Modena e Reggio.
Nel 1799 la Repubblica Cisalpina divise il territorio in tre comuni distinti, riunificati nel 1804. Il Trattato di Firenze del 1847 definì i confini attuali, ancora sotto il Ducato di Modena. Solo nel 1923 Fosciandora passò dalla provincia di Massa-Carrara a quella di Lucca.
Di questo passato di frontiera resta testimone la Rocca di Ceserana, fortificazione in pietra di fiume sulla sponda sinistra del torrente, con un cammino di ronda tra due torri a guardia dell’ingresso al borgo, e al suo interno la romanica chiesa di Sant’Andrea.
Attrazioni
Da una rocca medievale a un borgo di castagneti secolari, fino a un santuario incastonato tra i monti: un piccolo comune che custodisce più sorprese di quanto la sua dimensione lasci immaginare.

La fortificazione domina l’ingresso al borgo con mura in pietra di fiume e due torri di guardia. All’interno delle mura, la chiesa romanica di Sant’Andrea mostra una facciata bianca e un’abside semicircolare decorata da lesene e capitelli scolpiti con motivi floreali e antropomorfi.
Frazione nota per i suoi castagneti secolari ancora coltivati, custodisce la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dalla facciata in pietra restaurata dopo il terremoto del 1920.
Poco fuori dall’abitato di Migliano, il santuario è meta di devozione per l’intero territorio circostante, immerso nel verde delle colline appenniniche.
Antico mulino ad acqua, testimonianza dell’architettura rurale e delle tecniche molitorie che per secoli hanno sfruttato i torrenti del territorio.
Ogni frazione di Fosciandora ha la propria chiesa e il proprio campanile: tra le più note, la chiesa di Santa Maria Assunta a La Villa, in un borgo di case in pietra a vista.

Da ogni frazione lo sguardo spazia sulle vette dell’Appennino e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi Apuane: un balcone naturale sulla Garfagnana.
Il territorio
Fosciandora non ha un solo centro, ma otto piccoli borghi di pietra sparsi sulle pendici dell’Appennino: ognuno con la propria chiesa, spesso raggiungibile solo da strade di montagna tra i castagneti.

La frazione più conosciuta del comune, raccolta intorno alla sua Rocca medievale e servita dalla stazione ferroviaria Fosciandora-Ceserana sulla linea Lucca-Aulla.
Il «Borgo della Castagna», dove ogni autunno rivivono i mestieri legati alla raccolta e alla lavorazione delle castagne secche.
Sede comunale a 390 metri di quota, punto di partenza per raggiungere le altre frazioni disperse tra i boschi di castagno dell’Appennino.
Il monumento simbolo
Costruita in pietra di fiume sulla riva sinistra del torrente, la Rocca custodisce ancora oggi il suo cammino di ronda e le due torri d’ingresso: la testimonianza più visibile dei secoli in cui questo territorio fu terra di confine.

La torre campanaria della chiesa di Sant’Andrea svetta sopra le case in pietra del borgo fortificato.

I castagneti secolari che circondano Ceserana e Lupinaia sono parte integrante del paesaggio e dell’economia locale da secoli.

Luce che filtra tra le foglie di castagno: un paesaggio che accompagna ogni passeggiata tra le frazioni.
In immagini
Sagre e tradizioni
La vita associativa delle piccole frazioni di Fosciandora anima l’autunno con la festa più sentita del territorio: data indicativa, verificare sempre i calendari aggiornati.
Lupinaia
Dimostrazioni di mestieri tradizionali, pelatura manuale e meccanica delle castagne secche, pranzo con piatti a base di castagne e stand di necci, castagnaccio, frittelle e mondine per tutto il giorno. Ingresso libero, servizio navetta gratuito.
Sapori
La cucina di Fosciandora è quella di montagna della Garfagnana: la castagna, protagonista dei boschi di Lupinaia, si trasforma in necci, castagnaccio, frittelle e nella farina di neccio che dà il nome a molti piatti locali. Pane fatto in casa, salumi e formaggi di montagna completano una tavola semplice e genuina.
La Festa della Castagna resta il modo migliore per assaggiarla: gli stand sono gestiti dalla comunità di Lupinaia, con ricette tramandate di generazione in generazione.
Informazioni pratiche
La stazione di Fosciandora-Ceserana, sulla linea Lucca–Aulla, è servita dai treni regionali Trenitalia.
Strada Regionale 445 della Garfagnana, tra Castelnuovo di Garfagnana e Barga. Il capoluogo dista circa 40 km da Lucca.
Le linee di CTT Nord collegano le frazioni di Fosciandora con Castelnuovo di Garfagnana e Barga.